© 2020 Massimiliano Giannocco

Monte San Giovanni Campano
Gli ulivi incastonati lungo il dolce
pendio ascendono glauchi fino a Corte,
percorrendo un mantello dalle morbide
curve, per meta l'ancestrale vetta.
Il castello troneggia sulla valle,
tra i monti, sopra il borgo di superbe
fattezze, con la torre che, da faro
maestoso, fa da guida per terrestri
naviganti. Che vista dalla sua
sommità! I verdi, soffici declivi
sono ammantati dal materno abbraccio
della bruma invernale, ambita quiete,
e le cime sporgenti sono scogli
di un mare di onde placide e serene.
'Ncima, un cielo paterno benedice
la grande Collegiata, i campanili
di San Pietro e di Santa Margherita,
Colle San Marco, il sopraffino Orione,
il coraggio del giovane Tommaso,
che qui è venerato e meditato.
E che luce accarezza con amore
le tegole castane, i fumaioli,
le tre porte rimaste, i fitti merli
del palazzo ducale, ogni dimora,
finestra, uscio e lanterna, digradando
verso il convento dei frati minori.
Luogo di pace e viva tradizione,
ogni pietra ha qualcosa da narrare.
Glie Mont s'erge tra gli Ernici e la Valle
latina come un lembo ermo d'eliso,
dove risuona il coro in processione
per la Madonna dal tenero viso.
Massimiliano Giannocco







La poesia è dedicata a Monte San Giovanni Campano, meraviglioso borgo medievale che domina la Valle Latina, detta anche Valle del Sacco. Posto sopra un colle, campeggia sul verde panorama circostante il Castello un tempo di proprietà dei Conti d'Aquino (la famiglia del celebre San Tommaso) e dello Stato della Chiesa.
Una poesia dedicata a MSGC, "Ode al latino borgo monticiano" è contenuta nel libro Novembre, Europa edizioni, 2020.
Piccola rassegna:
Wikipedia - Monte San Giovanni Campano
